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E' l'idea di raccontare e descrivere le sensazioni legate alle immersioni certi di scoprire quanto siano comuni nel popolo dei sub.

E dunque bolle sì ma di pensieri, e non solo le nostre ma di tutti coloro che hanno voglia di condividerle...scriveteci !!!

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C'è qualcosa di profondo, intimo che ci lega al mondo sommerso e che provoca malessere nel stargli lontano. Qualcosa che coinvolge i nostri sensi quasi rigenerati ed amplificati dal contatto con l'acqua; una scoperta, a volte una sensazione ancestrale dimenticata che ci accompagna fino alla superficie.

E' il benessere che pervade, è l'aumento della pressione su tutto il corpo, o forse la tridimensionalità dei movimenti; certo la netta percezione dei nostri confini, dove finisce la nostra essenza ed inizia tutto ciò che ci circonda.

Sarà la densità dell'acqua che trasmette le vibrazioni vitali più velocemente, plasmandoci in maniera profonda ma dinamica a tutto ciò che è animato ed inanimato. O ci invia segnali di ritorno come nei nostri vicini delfini.

Ma soprattutto ciò che è vivo, che pulsa lo percepiamo prima, meglio, in maniera più viscerale. Già il nostro respiro vedendolo ci trasmette la vita. E' viaggiare in una dimensione senza tempo, come un film che regala l'intimità delle nostre emozioni. E liberarle ci fa crescere ed apprezzare le diversità negli altri quale miniera importantissima di preziosa ed incontrollabile energia.

L'unica certezza è il suo richiamo, e come una dolce melodia ci rapisce regalando ogni volta un fotogramma in più della nostra verità.

                                                                                                         Maxx

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Eccolo… eccolo… arriva l’Uomo Nero!

Urlavano felici i bambini, saltando allegramente sulla spiaggia.

Era bellissimo: tuta nera con cappuccio nero, pinne nere, maschera, boccaglio e… bombola da sub!

Eh si, era un sub, colui che insegna agli uomini a “sognare in blu”.

Quasi un eroe: agli occhi dei bambini si materializzava l’impossibile: la realtà visibile spariva e si apriva incredibilmente un mondo nuovo, meraviglioso, blu verde rosso e giallo, ricolmo di pesci multicolori, di sirene ammaliatrici, di mostruose e malvagie murene, di saltellanti delfini, di enormi balene, di orche mangia-bambini e di dorati cavallucci marini. Il mondo fatato da sempre sognato si poteva raggiungere… Incredibile!

E così, attraverso gli occhi dei bambini, ho guardato quel modo incantato: il mare.

E mi sono immersa.

Ecco… ci siamo… dopo consigli, prove, raccomandazioni, metto l’erogatore in bocca e scendo giù.

E tutto il peso, la finitezza e la materialità del mio corpo scompaiono per magia confondendosi nel blu, accolta ed avvolta da bolle d’aria danzanti e rumorose; sono forse le risate dei cavallucci marini?

Si realizza così, facilmente ed inaspettatamente, l’eterno desiderio di un’immensità che avvolge e non rifiuta, si acquieta l’ansiosa ricerca della dolce culla.

Guardo in alto: un morbido blu dondola dolcemente sopra di me, e i raggi solari si frantumano in gocce dorate che scendono a confondersi con la sabbia. I pesci si avvicinano sornioni, apparentemente indifferenti, poi con un fremito leggero schizzano via, portando con sé le mie “bolle”! Quell’aria fredda che esce così rumorosamente dall’erogatore mi spaventa e mi stupisce; eppure è per lei che sono parte di uno strano mondo in cui il mio tempo è un non-tempo mai finito.

Toh?! Un pesce scava nella sabbia per mangiare. Mi fermo a guardarlo estasiata, non mi preoccupo di risalire a galla per riprendere fiato, il mio tempo posso dividerlo con lui.

Riemergo.

Mia figlia ed i suoi due cugini mi aspettano, ansiosi ed orgogliosi.

L’Uomo Nero-Mamma è riemerso.

I sogni possono proprio avverarsi.

E ridono felici abbracciandomi.

                                                                                                             Marta

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Io dal mare   (Fabio Bartalucci) 

Perchè amo il mare?

Questa domanda era già nella mia testa fin da bambino, anche a soli 4 anni di età o forse anche prima, non riuscivo però a trovare una risposta, una spiegazione a questo amore.

Mi ricordo com'era strano vedere l'espressione negli occhi di mio nonno quando i tanti parenti in visita mi ponevano la classica domanda di rito: “Dai Fabio racconta cosa vuoi fare da grande?”. A questa domanda io che ero l'orgoglio di mio nonno, il primo nipote, maschio oltretutto, iniziavo candidamente a raccontare di come sarebbe stato bello il mio peschereccio e di come avrei navigato in tutto il mediterraneo alla ricerca del pesce. Che desiderio insolito per un bimbo di quell'età, nato e cresciuto in mezzo a cavalli, boschi e colline toscane. I grandi si limitavano a sorridere a tutto questo mio declamare ben sapendo che la vita, molto spesso, conduce ben lontano dagli orizzonti sognati quando si è fanciulli.

E così purtroppo è stato anche per me.

Non ho mai dimenticato quel desiderio di bambino, in tutti quegli anni sono sempre rimasto affascinato ed attratto dal mare, ma la parte razionale di me mi ha inevitabilmente portato a vedere quella passione un po' troppo “naif” non adatti alla vita “normale” che mi attendeva e che credevo di desiderare. Gli anni sono trascorsi spietati inseguendo la carriera, il prestigio ed i soldi. Ma la vita si sa è subdola ed il destino si diverte a cambiare continuamente le carte in tavola, così quando credi di aver ormai raggiunto lo status sociale desiderato, o almeno quello più soddisfacente possibile, ecco che arriva il terremoto e tutto torna nuovamente in gioco. Scopri che gli amici, a ben guardare, non sono poi così amici come credevi. I soci che, essendo un ingenuo patologico, consideravi onesti si rivelano in realtà meschini sciacalli. Ma quello che è veramente terribile è l'immagine che hai di te stesso. Inizi a sentirti e vederti come un patetico quarantenne che si ritrova con un pugno di mosche tra le mani ed un nuovo futuro davanti ancora da decifrare. 

Così ancora una volta getto in aria il cappello e rivoluziono di nuovo la mia vita, taglio i ponti con tutti, colpo di spugna completo alla mia vita passata. Questa volta però voglio pensare a me, voglio vivere al meglio il mio tempo e non inseguire mai più falsi traguardi.

Lavorare meno, avere meno responsabilità, chiaramente guadagnare meno ma godere di più della propria esistenza.

“Ma cosa fare adesso con tutto questo tempo libero a disposizione per non annoiarsi?

Perchè allora non prendere il brevetto subacqueo?

Senza nessuna pretesa, anche solo per passare un po' di tempo, inoltre è da quando ero bambino che desideravo ottenerlo.

In fondo è un modo per riavvicinarsi al mare ed anche se poi non lo utilizzerò mai più è un buon modo per passare il tempo.”

Pensavo a tutto questo quando mi iscrivevo al mio primo corso sub ma, come dicevo prima, il destino è beffardo ed ancora una volta ha cambiato le mie certezze. Mi immaginavo che tutto si concludesse nel giro di un paio di mesi ed invece sono 3 anni che continuo il mio percorso di formazione inseguendo nuovi brevetti e raggiungendo nuovi traguardi.  

Ho ottenuto molto da questi anni, mi hanno aiutato a conoscere me stesso ma ho scoperto anche un mondo meraviglioso e degli amici preziosi. Adesso vivo sereno, sono soddisfatto e senza ombra di smentite posso dire che questi ultimi anni sono stati tra i più felici della mia vita. 

A fronte di tutte queste rivoluzioni mia madre, da buona donna toscana legnosa, mi definisce un “vecchio rimbambito” anche per il fatto di aver abbracciato questa disciplina alla mia età. A me invece fa molto piacere in quanto credo che nelle parole ci sia racchiusa la verità, “rimbambire” non significa altro se non tornare bambini e forse è veramente quello che io sono. Ci vuole del talento nell'invecchiare senza diventare adulti ed in fondo, a ben guardare, chi non vuole realmente restare bambino e continuare a sognare il suo peschereccio.

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Tiziano Mauro

E' Ancora viva in me la fantastica sensazione del primo distacco dalla vita 'normale' per immergersi in questo fantastico mondo che ho conosciuto alla 'veneranda' età di 46 anni.........e prende vita una passione che è diventata irrefrenabile e affascinante che ti spinge a migliorare continuamente, per te stesso e per poter condividere e trasmettere questa PASSIONE ai tuoi cari, ai tuoi amici e a tutti quei sub 'matti ma sani' come me............sono passati 4 anni da allora ....siamo solo all'inizio e la storia continua...

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